lunedì 24 dicembre 2012

Argentina, la fabbrica recuperata Zanon è diventata dei lavoratori

Neuquén (Argentina), 23 dic. (LaPresse) - La lotta era iniziata con un'occupazione, nell'ottobre del 2001. All'alba dell'ufficializzazione della crisi economica dell'Argentina, che stava per dichiarare default, e dopo la fuga del padrone della fabbrica di origine veneta, la quasi totalità degli operai della Zanon aveva deciso di non abbandonare il luogo di lavoro. Una fabbrica culla delle piastrelle di ceramica che serviva mezza America latina, unica speranza per pensare a una vita dignitosa. Passati pochi mesi, a marzo 2002, quel gruppo era riuscito a riattivare la produzione, e la settimana scorsa, dopo undici anni di attesa, gli operai ceramisti hanno conosciuto il momento per cui fin dall'inizio si sono battuti. La fabbrica è ora ufficialmente di loro proprietà. La scorsa settimana, infatti, la provincia di Neuquén si è fatta carico dell'importo di denaro necessario all'esproprio, mentre il giudice fallimentare ha consegnato l'impianto, i macchinari e il marchio Zanon alla gestione operaia. "Si è concretizzato il motto 'Zanon è del popolo' e si è dimostrato che il controllo operaio è una forma di uscita dalla crisi", ha commentato al giornale argentino Pagina/12 Alejandro Lopez, uno dei leader della battaglia per l'espropriazione e deputato provinciale del Fronte della sinistra (Frente de Izquierda).

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domenica 18 novembre 2012

Raid su Gaza fanno strage di bambini. Antimissili in azione a Tel Aviv

Gaza (Striscia di Gaza), 18 nov. (LaPresse/AP) - Per il quinto giorno consecutivo, prosegue l'offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza e il bilancio dei morti continua a salire: 71 le vittime palestinesi, tra cui molti bambini. Nel più grave degli episodi, una casa di due piani dove viveva la famiglia Daloo è stata rasa al suolo e undici civili, soprattutto donne e bimbi, hanno perso la vita. Non si fermano intanto nemmeno i razzi lanciati versi Israele (due quelli intercettati oggi dal sistema Iron Dome diretti a Tel Aviv), mentre la diplomazia è al lavoro per provare a raggiungere un cessate il fuoco. Ma le ultime dichiarazioni del premier Benjamin Netanyahu, secondo cui "l'esercito di Israele è pronto a estendere in modo significativo l'operazione" a Gaza, non fanno ben sperare. Migliaia di soldati israeliani sono dispiegati al confine con la Striscia per l'eventualità di un attacco di terra.

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Twitter @ilyleccardi

Gaza, il racconto di una cooperante italiana: Raid da cielo e mare, orribile attacco ai media

Questo il racconto fattoci nella notte da Meri, cooperante italiana che lavora da anni a Gaza, scritto per l'agenzia stampa LaPresse.

Gaza (Striscia di Gaza), 18 nov. (LaPresse) - "Hanno bombardato da cielo e mare, attaccando e colpendo i palazzi dei media center che ospitano radio e tv, li hanno bombardati per mettere fuori uso tutta la comunicazione interna". Così, Meri Calvelli, cooperante italiana a Gaza, racconta i raid israeliani che nella notte hanno colpito l'edificio che a Gaza ospita la sede di diversi media locali e stranieri. Questo attacco ai media di Gaza, ha aggiunto, "ha un significato orribile. Sanno che radio e televisioni fungono da comunicatori per tutta la popolazione", se messi fuori uso non avranno più "la possibilità di dire cosa succede nel caso in cui arrivasse un attacco da terra". La Calvelli, che da anni lavora a Gaza e fa parte dell'Associazione di cooperazione e solidarietà, continua poi a descrivere la difficile situazione: "Sappiamo che le navi sono a 300 metri dalla costa e hanno bombardato il ponte che collega una parte all'altra di Gaza. Hanno fatto credere che ci potesse essere una tregua e poi invece hanno cominciato a bombardare incessantemente. Sembra un terremoto senza sosta".

da: LaPresse

sabato 6 ottobre 2012

Tremila marciano da Serravalle ad Arquata contro Tav Terzo valico


Serravalle Scrivia (Alessandria), 6 ott. (LaPresse) - Al grido di 'Giù le mani dalla nostra terra', almeno tremila persone hanno marciato oggi in provincia di Alessandria da Serravalle ad Arquata Scrivia per contestare il progetto del linea ferroviaria ad Alta velocità meglio nota come Terzo valico. La manifestazione, che ha coperto un tragitto di circa 5 chilometri, ha ripercorso in senso inverso lo storico corteo che si tenne nel 2006. Il progetto del Terzo valico dei Giovi prevede la realizzazione di 53 chilometri di linea ferroviaria ad alta velocità e alta capacita', di cui 39 in galleria, da Genova a Rivalta Scrivia.

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lunedì 17 settembre 2012

Amianto, allarme del ministero: oltre 34mila siti contaminati

Casale Monferrato (Alessandria), 17 set. (LaPresse) - In Italia ci sono 34.148 siti con potenziale contaminazione da amianto e 32 milioni di tonnellate di cemento amianto ancora da bonificare. Sono le cifre che riporta il 15esimo Quaderno del ministero della Salute sull'amianto, presentato oggi a Casale Monferrato, alla presenza dei ministri Renato Balduzzi, Elsa Fornero e Corrado Clini. Sul totale dei siti, ha spiegato in una sintesi analitica quanto spaventosa Giovanni Simonetti, direttore scientifico del Quaderno, "373 sono classificati di priorità uno, ossia come più pericolosi". Tuttavia, su questo conteggio mancano ancora i dati relativi a Sicilia e Calabria. "Con un completamento della mappatura - ha aggiunto Simonetti - si potrebbe arrivare a 500 siti di massimo rischio". Continua a leggere: LaPresse

martedì 4 settembre 2012

Storie di ordinario razzismo quotidiano

Torino, 2 set. (LaPresse) - Una giovane mamma siede sull'autobus col bambino in braccio, accanto a un anziano. Arriva la sua fermata. Chiede all'uomo di alzarsi, perché non riesce a passare col bimbo. Si rivolge al figlio, in arabo, spiegandogli che devono scendere. L'anziano capisce che sono stranieri, non si vuole spostare, urla: "Voi non sapete fare altro che bambini". E' una delle tante storie di ordinario razzismo quotidiano che è facile osservare nelle città italiane. Storie minori, che difficilmente trovano spazio nelle cronache, ma che vale la pena di raccontare, perché forse il sempre più diffuso orgoglio di essere italiani dovrebbe farci i conti: perché resti un'espressione di sano patriottismo, piuttosto che di strisciante sciovinismo.

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l'articolo completo lo trovate su LaPresse

venerdì 6 luglio 2012

Argentina, 50 anni di carcere a ex dittatore Videla per sequestro figli desaparecidos

Buenos Aires (Argentina), 5 lug. (LaPresse) - L'ex dittatore argentino Jorge Rafael Videla è stato condannato a 50 anni di carcere nel processo sui casi di rapimenti dei figli di desaparecidos durante il regime. Come riporta il quotidiano argentino Clarin, l'altro ex dittatore alla sbarra, Reynaldo Bignone, è stato condannato a 15 anni di detenzione, mentre trent'anni di carcere è la pena decisa per Jorge Acosta, conosciuto come 'El Tigre', capo della Esma, la Scuola di meccanica della Marina nota come principale campo di concentramento a Buenos Aires durante la dittatura.

Il processo, iniziato un anno e mezzo fa, riguardava 35 casi di sottrazione di neonati, 26 dei quali hanno recuperato la propria identità. Uno dei ragazzi, Francisco Madariaga, ha anche testimoniato contro i propri genitori adottivi nel corso delle udienze, l'ex capitano dell'esercito Victor Gallo e la sua ex moglie, Susana Colombo. La tesi portata avanti dalla procura era che durante la dittatura (1976-1983) sia esistito un piano sistematico di sottrazione dei neonati subito dopo il parto delle madri, dissidenti di sinistra, le quali poi venivano eliminate. Dalla fine del regime, oltre cento bambini sono riusciti a scoprire la propria vera identità, grazie al lavoro delle Abuelas (Nonne) de Plaza de Mayo che hanno promosso i test del Dna. In totale l'associazione stima che i bebè tolti ai genitori in queste circostanze siano stati circa 500.

da LaPresse - 5 luglio 2012

giovedì 15 marzo 2012

Ad Alessandria il film "Polvere. Il grande processo dell'amianto"

Martedì 20 marzo alle ore 21.00, in PIazza D'Annunzio 1 ad Alessandria, l'Associazione culturale Sin.tonia presenta "Polvere. Il grande processo dell'amianto". Un film di Niccolò Bruna e Andrea Prandstraller.



Una strage infinita che ha martoriato la città di Casale Monferrato, diverse città d'Italia ed Europa, e che ora si perpetua senza pietà in tanti, troppi stati del mondo. È la strage dell'Eternit e dell'amianto, una tragedia che ha coinvolto nel profondo la provincia di Alessandria, iniziata nell'ambiente polveroso di una fabbrica e arrivata a coinvolgere un intero territorio. Una vicenda che il 13 febbraio 2012 finalmente, dopo una lunga e difficile battaglia, ha visto segnare un punto a favore di coloro che da oltre trent’anni si battono per avere giustizia: la condanna del Tribunale di Torino nei confronti dei massimi dirigenti della multinazionale con fabbriche in tutto il mondo che per decenni hanno perseguito una politica cieca contro i lavoratori e a discapito della popolazione.

Tutto questo, in particolare le prime udienze del processo e l'avvicinamento alla sentenza, racconta "Polvere. Il grande processo dell'amianto". Un film coinvolgente e commuovente, che racconta la vicenda di un gruppo di persone di Casale Monferrato (ormai quasi tutte anziane) e la lotta che dopo anni è sfociata nel processo: una conquista simbolo per tutti coloro che nel mondo si battono contro l'amianto. Quella raccontata nella pellicola è una capacità di lottare che va oltre la morte e contro la morte, la scomparsa dolorosa di troppe persone sopraffatte dalle malattie legate alla sostanza killer: il mesotelioma pleurico, tumore che non lascia speranze, e l'asbestosi. Una capacità di lottare che si spinge anche oltre confine, perché la tragedia dell'amianto oltre ad avere insanguinato l'Italia, dove quattro erano gli stabilimenti dell'Eternit attivi fino agli anni '80, riguarda oggi tanti paesi del mondo. Anche di questo parla Polvere. Il grande processo dell'amianto, raccontando con attenzione e sensibilità le realtà di India e Brasile, dove l'amianto si lavora ancora e la gente continua a morire.

Alla serata e al dibattito che seguirà alla proiezione saranno presenti uno degli autori della pellicola, Niccolò Bruna; uno dei leader storici della lotta di Casale Monferrato, l'ex operaio Eternit e oggi segretario della Camera del Lavoro di Casale Monferrato Nicola Pondrano; quindi Diego Quirino, presidente dell'Associazione Voci della Memoria, realtà fondata da un gruppo di ragazzi di Casale che in soli due anni di vita è riuscita a portare il racconto dell'Eternit in giro per il Paese e l'Europa e a mettere in collegamento realtà che hanno vissuto tragedie simili e altrettanto dolorose nell'Italia di oggi, dalla strage ferroviaria di Viareggio a quella della Moby Prince, solo per fare alcuni esempi. Con grande piacere, inoltre, l'Associazione Sin.tonia ha ricevuto l'adesione del comitato alessandrino Ridatecilteatro, composto da dipendenti e cittadini che dal settembre 2010 stanno conducendo la propria battaglia contro l'amianto, che ha costretto alla chiusura del Teatro Comunale di Alessandria dopo essersi diffuso al suo interno in seguito a lavori di bonifica. Il Comitato sarà presente per dare la propria testimonianza e ricordare che quella per la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori e per ottenere giustizia deve essere una battaglia comune.

martedì 14 febbraio 2012

La tragedia Eternit, è «disastro doloso»


LA SENTENZA - IL TRIBUNALE DI TORINO CONDANNA A 16 ANNI I MANAGER DE CARTIER E SCHMIDHEINY. RISARCIMENTI MILIONARI ALLE PARTI CIVILI

Dopo una battaglia di oltre 30 anni arriva il verdetto storico per gli stabilimenti piemontesi di Casale Monferrato e Cavagnolo. Ma per Rubiera(Reggio Emilia)e Bagnoli (Napoli)il reato è prescritto


Tre ore per leggerli tutti. Un lungo elenco di nomi: intere famiglie, madri, padri, fratelli di ex operai o semplici cittadini uccisi dall'amianto. Nel silenzio quasi sacrale del tribunale di Torino, con l'appello di circa 6.400 persone - le parti civili - è iniziata la lettura della sentenza attesa da decenni che condanna a 16 anni i vetici della Eternit spa. Questo il verdetto emesso ieri dalla Corte d'Assise presieduta da Renato Casalbore nei confronti dei due imputati del più grande processo per amianto mai celebrato al mondo, gli ex amministratori delegati dell'azienda, il barone belga Jean Louis De Cartier De Marchienne, oggi 91 anni, e il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, 65 anni.

Il pm Raffaele Guariniello aveva chiesto per entrambi vent'anni di carcere, per i reati di rimozione di cautele sul luogo di lavoro e disastro doloso, per l'attività della Eternit negli stabilimenti di Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli). Per questi ultimi due, però, i giudici hanno dichiarato di non dover procedere perché il reato di disastro doloso è prescritto.

«Una sentenza storica», l'hanno definita i familiari delle oltre duemila vittime di asbestosi e mesotelioma (il tipico tumore dell'amianto) che da decenni si battono per vedere riconosciuta la responsabilità dei massimi dirigenti della multinazionale. «L'attendevamo da oltre 30 anni», ha commentato Romana Blasotti Pavesi, 83enne presidente dell'Associazione familiari vittime dell'amianto, che ha perso cinque parenti, tra cui marito e figlia. «Sono soddisfatta - ha aggiunto, ancora rossa in volto nella maxiaula 1 - ma anche triste per i morti che si dovevano evitare. Ora sono stanca, ma la battaglia non è finita. C'è la bonifica, la sensibilizzazione, ci sono i giovani che devono andare avanti».

Ingenti anche i risarcimenti che gli imputati dovranno pagare: 25 milioni di euro al Comune di Casale, 20 alla Regione Piemonte, 15 all'Inail, 5 alla Asl di Alessandria, 4 al Comune di Cavagnolo. Ai familiari sono stati riconosciuti una media di 30mila
euro. Una questione, quella dei risarcimenti, di particolare rilievo dopo il tira e molla tra Comune di Casale e i legali di Schmidheiny, che hanno offerto all'amministrazione 18,3 milioni in cambio del ritiro da parte civile. Accettata inizialmente dalla giunta, l'intesa (ribattezzata dai casalesi «proposta del diavolo») è stata contestata dai cittadini fino a che, grazie anche all'intervento del ministro della Salute Renato Balduzzi, il Comune ha deciso di dire no.
La battaglia processuale, iniziata il 6 aprile 2009 con l'udienza preliminare, e che ha visto aprirsi il processo il 10 dicembre dello stesso anno, non è però finita. I legali della difesa si dicono «sicuri dell'innocenza» dei propri assistiti e presenteranno appello. La procura annuncia invece un possibile processo bis, per contestare un reato di tipo volontario per un migliaio di decessi provocati dall'amianto, per accertare le responsabilità di ogni singolo caso di morte. Nel processo che si è chiuso ieri si procedeva invece per disastro ambientale.

Parole di elogio al lavoro del pool di Guariniello sono arrivate dal procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli. «Una volta i procuratori generali facevano a gara per sostenere che gli infortuni sul lavoro erano mere fatalità, oggi - ha detto - le cose sono cambiate, come dimostrano i processi Thyssen ed Eternit. Il merito è del pool di Guariniello e dell'intera procura. A maggio scadranno i termini per cui molti magistrati del suo gruppo dovranno cambiare settore. Chiedo che il pool non venga smantellato».

Ciò che rende il processo Eternit unico è soprattutto la sua portata internazionale. Ieri, come già alla prima udienza, le strade attorno al tribunale sono diventate uno sciame di lavoratori e associazioni provenienti da tutta Italia e dall'estero. A Torino sono arrivati 24 pullman: 17 da Casale, tre dalla Francia, quattro da altre città italiane, i familiari delle vittime di Viareggio in testa. Ma c'erano anche delegazioni da Regno Unito, Brasile, Svizzera, Belgio.

«Il segnale da dare al mondo - ha detto Nicola Pondrano, responsabile della Camera del Lavoro di Casale, ex operaio Eternit e storico leader della battaglia - è che l'amianto non va più lavorato. L'obiettivo della nostra lotta è sempre stato globale: impedire che si consumino altre stragi. Solo a Casale, dalla fine delle indagini, nel 2008, sono morte per mesotelioma 128 persone. E sono ancora troppi i paesi dove questo materiale viene lavorato: India, Cina, Russia, Brasile».

Proprio dal Brasile è arrivata ieri a Torino una delle più commosse testimonianze. Fernanda Giannasi, dell'Abrea (Associazione brasiliana esposti amianto) non riusciva a trattenere le lacrime. «La nostra lotta - ha raccontato - dura da decenni, anche se per ora solo cinque stati brasiliani su 27 hanno vietato la lavorazione della sostanza killer. Questo verdetto è una speranza. Casale Monferrato deve essere un esempio per il mondo intero, per far sì che il massacro finisca».

di Ilaria Leccardi, da il manifesto del 14 febbraio 2012

venerdì 3 febbraio 2012

Processo Eternit, il comune di Casale Monferrato dice "no" all'offerta Schmidheiny

La popolazione di Casale Monferrato ha lottato e non ha abbassato la testa. E alla fine l'ha avuta vinta. Dopo settimane di attesa, rinvii, rimandi, false notizie e speranze disattese, la giunta di Casale Monferrato, guidata dal sindaco Giorgio Demezzi, ha detto no alla proposta di Stephan Schmidheiny, l'ex amministratore delegato della Eternit, imputato al processo in corso a Torino, che aveva messo sul tavolo 18,3 milioni di euro a patto che il Comune ritirasse la sua costituzione come parte civile. Un accordo che, se firmato, avrebbe impedito a Casale anche di ripresentarsi in eventuali altri procedimenti futuri.

La decisione è arrivata questa mattina in una riunione convocata alle 11, dopo il rinvio di ieri. Una scelta, spiega il sindaco in una nota, determinata dall'incontro con il ministro della Salute Renato Balduzzi, da cui è emersa "la possibilità di ottenere da parte dello Stato impegni e programmi per fare fronte definitivamente e in maniera strutturata all’emergenza ambientale e sanitaria di Casale Monferrato. Fattori che ci hanno permesso di riconsiderare la nostra posizione nei confronti dell’offerta di Schmidheiny".

Eppure per settimane quella proposta è stata considerata e ritenuta valida, nonostante la strenua opposizione della cittadinanza e dell'Associazione familiari vittime amianto. Un'opposizione fatta di indignazione e di richieste di giustizia, che si è dipanata dal web alle piazze, dallo scalone del palazzo comunale (affollato dalla popolazione la sera del 16 dicembre durante il consiglio comunale a cui è stata messa al voto la proposta) agli schermi televisivi (per due volte nelle ultime settimane il tema Eternit e la proposta Schmidheiny sono state protagoniste della trasmissione L'Infedele, di Gad Lerner, su La7).

Prima di Casale, si erano già pronunciati gli 11 piccoli comuni costituisi parte civile al processo, la cui sentenza è attesa per il 13 febbraio, che hanno ricevuto a loro volta una proposta economica per il ritiro. A dire no sono stati Mirabello, Coniolo, Villanova Monferrato, Balzola, Morano, Ozzano e Pontestura. Ad accettare l'offerta dello svizzero, invece, Candia, Stroppiana, Caresana e Motta de' Conti.

Quella di Casale è stata una scelta giusta, una scelta ragionata, un passo indietro dopo le rassicurazioni e l'impegno dello Stato? Prima ancora vittoria della città, che sulla questione amianto da oltre trent'anni fa sentire la sua voce, senza arretrare di un centimetro, senza cambiare rotta. Poche le parole d'ordine: ottenere giustizia e battere quel male silenzioso, con tutti i mezzi.

Rinvio sull'offerta Schmidheiny : "scelta tattica?"

E' attesa per oggi, verso le 13, la decisione della giunta comunale di Casale Monferrato, guidata dal sindaco Giorgio Demezzi, sull'offerta Schmidheiny di 18,3 milioni di euro per il ritiro del Comune come parte civile dal processo Eternit. Sette piccoli Comuni del casalese hanno già detto NO. La sentenza del processo è attesa per il 13 febbraio al tribunale di Torino.


Di seguito l'articolo di Alessandria News

E venne il giorno, anzi non venne. Giovedì, come era stato annunciato, la giunta casalese avrebbe dovuto dire sì o no all’offerta di diciotto milioni e 300mila euro da parte di Stephan Schmidheiny contro il ritiro della costituzione di parte civile dal processo Eternit di Torino che andrà a sentenza il 13 febbraio prossimo. L’attesa però è andata delusa e tutto è rimandato a oggi, venerdì mattina. La decisione dovrebbe arrivare verso le ore 13. Ieri, invece, il sindaco Giorgio Demezzi e i suoi assessori si sono riuniti, come sempre avviene il giovedì dopo le 17 e la seduta è durata piuttosto a lungo, ma l’ordine del giorno, contrariamente a quanto era stato annunciato non ha toccato l’argomento principe.

“Avevamo molte pratiche da esaminare” è stato detto da alcuni assessori all’uscita da palazzo San Giorgio ed anche Demezzi, mentre lasciava il municipio intorno alle 19.30 ha fatto intendere che la decisione arriverà in mattinata. Incertezza sulle decisioni da assumere (anche se ormai la questione è stata oggetto di un approfondimento a trecentosessanta gradi da parte dell’esecutivo casalese) oppure tatticismo per annunciare la decisione nei confronti dell’imputato svizzero nel modo migliore?

Bruno Pesce del comitato vertenza amianto intorno alle 22 di ieri, raggiunto telefonicamente sottolinea che “desta un poco di preoccupazione questo rinvio, ma potrebbe essere una strategia per avere il miglior effetto di comunicazione”.
Dalle sale di palazzo non trapelano indiscrezioni ma c'è chi è pronto a scommettere che quello di Demezzi e la sua giunta sarà un "no".